
Per aver scritto tempo fa su Twitter un post ironico su un certo personaggio politico italiano molto attivo sui social network, ogni giorno vengo subissato di notifiche su tutto ciò che costui dice e fa, forse perché l’algoritmo che governa Twitter si è convinto che questa persona sia proprio al centro dei miei pensieri. Lascio credere volentieri all’algoritmo quello che vuole, tanto sono abbastanza abituato a lasciar correre la maggior parte di quello che mi passa davanti. Però, a pensarci bene, non c’è da stupirsi: nello spazio pubblico dell’informazione, ognuno di noi è ciò di cui parla. Possiamo anche dire che questa cosa o quella persona non ci piacciono, ma intanto ne abbiamo parlato, così altri lo faranno ancora. Per fortuna possiamo interrompere questa catena, se lo desideriamo, in un modo semplicissimo: parlando di qualcos’altro. In alternativa, anche stare zitti non è niente male.
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