
Quello della vaccinazione anti-Covid per i bambini è un tema delicato, che merita di essere affrontato con serenità e rispetto; al contrario, i genitori che devono scegliere cosa fare sono oggi bersagliati su due fronti opposti.
Su un fronte, chi è chiamato a decidere subisce una forte pressione esterna da parte di altri soggetti, che si ritengono autorizzati a comportarsi così in quanto portatori di interessi. Dal giorno in cui il vaccino per i bambini è diventato lecito giuridicamente, esso è stato automaticamente percepito da molti come moralmente obbligatorio, diventando così motivo di giudizio severo verso i genitori che non si allineano al modello di comportamento diffuso. Abbiamo ascoltato e letto frasi come: «In questa guerra anche i bambini devono fare la loro parte», «Vacciniamo i bambini per salvare i nonni», «Se vuoi veramente bene a chi ti sta intorno, devi vaccinare tuo figlio» e altri appelli alle emozioni, che hanno esacerbato il clima di tensione sociale già presente in precedenza. Da tempo infatti, le dinamiche del contagio inducono a considerare le scelte in un modo conflittuale, che coniuga la morale in seconda persona: «Tu devi fare così, perché noi non vogliamo pagare il prezzo delle tue scelte sbagliate». Ora che sono entrati in gioco i bambini, siamo passati alla terza persona: «Il tuo bambino, la tua bambina, devono vaccinarsi affinché noialtri non paghiamo il prezzo ecc. ecc.». Tutto questo fa dei bambini un ingranaggio di qualcos’altro, anziché soggetti da tutelare al primo posto. Un conto è che una persona maggiorenne scelga di vaccinare sé stessa soprattutto per evitare che altre persone possano ammalarsi; un conto è che Antonio (vicino di casa) pretenda che Bianca agisca su Chiara (figlia minorenne) affinché Domenico (padre di Antonio) non si ammali: questo mi pare decisamente una forzatura. Questo modo di presentare la questione dovrebbe essere messo da parte, perché è cinico rispetto ai bambini e ingannevole nei confronti dei genitori; al contrario, credo che ciascun genitore debba compiere le proprie valutazioni nell’esclusivo interesse dei propri figli.
Sul fronte opposto, proprio nel momento in cui due genitori si trovano a decidere in base alla loro coscienza (e devono anche ascoltarsi reciprocamente), subentrano paure che vanno trattate con rispetto, ma anche tenute a bada. Se si arriva finalmente a valutare la situazione in modo razionale, tanti elementi ci indicano che puntare sui vaccini è conveniente, quindi opportuno. Le informazioni diffuse attraverso i canali ufficiali dicono che i bambini sono esposti, anche se in modo più limitato, ai rischi di patologie gravi; che la sperimentazione ufficiale non ha dato luogo ad effetti collaterali significativi; che nei Paesi in cui si è già avviata una massiccia campagna vaccinale sui bambini, non si sono registrati effetti collaterali importanti; che i vaccini, pur non immunizzando del tutto i soggetti vaccinati, riducono le probabilità del contagio e delle conseguenze severe della malattia. Queste informazioni sono a disposizione di tutti, c’è solo bisogno di un po’ di serenità in più per considerarle con attenzione.