
Ho appena pubblicato alcuni pezzi scritti parecchio tempo fa. Li avevo tenuti nel cassetto perché mi era sembrato che mancasse qualcosa; ora li ho rivisti un po’ e mi sembrano andare bene. Ce n’è uno sulla scarcerazione del mafioso Giovanni Brusca, un altro sulla fine dell’era delle mascherine all’aperto, un altro su certe dichiarazioni dello storico Alessandro Barbero a proposito dell’emancipazione femminile.
Qualcuno si chiederà che senso ha riproporre testi che riguardano vicende ormai passate. La mia risposta è semplice: tutto quello che a distanza di tanto tempo ha perso valore, forse non andava scritto neanche allora; ma quello che è stato scritto senza pensare alle polemiche del momento, forse può mantenere tutta la sua attualità anche dopo.
Certo, ho considerato anche la possibilità che questi pezzi non siano letti da nessuno, ma non mi importa. Mi sento come uno di quegli scultori che con grande amore realizzavano delle opere destinate a restare sui tetti di cattedrali, al riparo dagli occhi di tutti. Oppure, se preferite una similitudine più semplice: scrivo messaggi in una bottiglia, sperando che prima o poi arrivino da qualche parte. Per ora conto solo su un piccolo numero di amici (che ringrazio, senza nominarli per non farli arrossire a uno a uno); poi si vedrà. Tutto dipenderà da tanti fattori, ma per me la qualità dei contenuti è l’unica cosa che conta veramente. Vedremo. Buona lettura a chi vorrà leggere!